Digital Story telling: le vite parallele

Tra le cause dell'abbandono scolastico c'è anche una caduta di motivazioni rispetto alla studio, riconducibile all'incertezza della spendibilità del titolo ai fini dell'occupabilità.

 

Questi due fattori confluiscono in  quella che viene definita la dispersione da lavoro (dispersione paradossale). Sono a maggior rischio di abbandono scolastico quei giovani nella condizione psicologica, sociale ed economica per i quali il  beneficio immediato e garantito del posto di lavoro prevale sui vantaggi che potrebbero derivare dal completamento di un percorso formativo. Per i partner del progetto Rapport l'orientamento, come strategia di prevenzione,  deve fare emergere anche il  valore sociale dell’istruzione e della formazione come bene pubblico intangibile (Coleman 2006).

 

Va da sé che, per poter generare effetti virtuosi è necessario che contrastino l’atteggiamento prevalente dei destinatari, con contenuti di segno opposto. Nel caso specifico, l'orientamento dovrà a fare emergere come l'abbandono scolastico espone a rischio di marginalità, esclusione sociale e povertà e di come esso rappresenti  una perdita di opportunità per i giovani e di potenzialità per la società e l'economia.

 

All'opposto, la formazione scolastica  anche se di per sé non garantisce una immediata spendibilità nel mercato del lavoro, aiuta a proteggersi da forme di marginalità estreme. Tale obiettivo sarà realizzato attraverso digital storytelling di uomini e donne, provenienti del medesimo istituto scolastico, aree geografica e/o urbana, età, status socio economico familiare che metteranno a confronto vite parallele, con destini divergenti.

 

In ciascun video i protagonisti reali, ex compagni di classe/istituto, descrivono la propria storia personale e professionale evidenziando le conseguenze dell'abbandono scolastico a livello individuale.  L'obiettivo dei digital storytelling è quello di mostrare come le conseguenze dell'abbandono si  trascinano per tutta la vita, riducendo le possibilità di partecipazione alla vita sociale, culturale ed economica della società e condizionando per tutta la vita il reddito, il benessere e la salute propria e dei figli.

 

L'utilizzo di digital storytelling abbraccia l'esigenza di dare risposta ad un disagio che investe sia il singolo che la società nell'ottica di un cambiamento o della prevenzione del rischio. Il digital storytelling è importante come prodotto multimediale in sé, anche per  processo che messo in atto. Attraverso di esso i comportamenti e le emozioni entrano a far parte dell'esperienza personale generando modalità di riflessione, immaginazione, percezione della realtà, che possono condizionare i modi di vivere e di rappresentare l'esistenza. Ogni partner del progetto registrerà quattro storytelling di vite parallele, due rivolte a connazionali e altrettante a cittadini extacomunitari, per un totale di n 32  storie parallele (64 testimonianze).

E.RI.FO.

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