Arive
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Titolo: ARIVE - Accepted, Resettled, Integrated, Valued and Employed

Un recente studio dell’OCSE “Making Integration Work” (2016) dichiara che “prima entrano i
migranti umanitari (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o di altro status di protezione e
rifugiati re insediati) nel mercato del lavoro, migliori saranno le loro prospettive di integrazione nel lungo termine”.

Il Fondo Monetario Internazionale ne dà conferma nel suo report del 2015
dichiarando che “investire un euro nell’accoglienza dei rifugiati può produrre quasi 2 euro in
benefici economici entro 5 anni”.


Comunque, questo gruppo è particolarmente vulnerabile e richiede supporto su misura all’inizio.
Generalmente arrivano, se ve ne sono, deboli collegamenti con il paese ospitante e con qualifiche e esperienze di lavoro ottenute in condizioni del mercato del lavoro molto diverse.
Nella media europea, ci vogliono tra i 5 e i 6 anni per integrare più del 50% dei migranti umanitari nel mondo del lavoro e più di 15 anni per raggiungere il 70% di tasso di occupazione (Parlamento Europeo).

 

Lunghi periodi di inattività portano anche alla demotivazione e dequalificazione; la
dequalificazione a sua volta porta al fatto che i migranti potrebbero accettare soltanto lavori poco qualificati, rimanendo intrappolati in un ciclo socio – economico basso. Ciò impatta sul loro desiderio e la loro resilienza di impegnarsi effettivamente per la loro integrazione. Inoltre, i rifugiati poco qualificati sono anche più influenzati negativamente rispetto agli altri migranti e sono abbandonati a trovare il proprio posto nella società con soglie alte di mercato del lavoro (Consiglio Europeo).


L’azione correttiva di ARIVE si sforzerà di affrontare tutte le maggiori cause che impediscono
l’integrazione dei rifugiati per aumentare i livelli di integrazione nella comunità, ovvero:
- mancanza di riconoscimento di conoscenze, competenze e abilità, compresi gli studi
precedenti;
- dequalificazione e isolamento sociale;
- mancanza di esperienze lavorative nel paese ospitante e network di parti ad un idoneo livello
professionale;
- lingua e comprensione dello scenario civico e sociale.


L’obiettivo generale del progetto è di sviluppare opportunità di apprendimento di qualità per
incoraggiare migranti umanitari poco qualificati e con basse capacità a valutare e aggiornare le
proprie competenze per entrare nel mercato del lavoro il prima possibile. Questa integrazione deve essere facilitata prendendo in considerazione i bisogni/capacità personali e la domanda del mercato del lavoro.


A questo fine il progetto:
- faciliterà il riconoscimento di conoscenze, competenze e capacità formali, non formali e
informali di rifugiati / titolari di protezione sussidiaria / richiedenti asilo attraverso la

progettazione e l’implementazione di un kit di strumenti per l’integrazione della valutazione
delle capacità per garantire un’idonea segnaletica ai gruppi di supporto tra pari;
- trasferirà nuove capacità qualificanti ai rifugiati / titolari di protezione sussidiaria /
richiedenti asilo attraverso corsi su misura che incontrino i loro specifici bisogni e
caratteristiche, in particolare la lingua e le competenze digitali;
- fornirà ai rifugiati / titolari di protezione sussidiaria / richiedenti asilo con esperienze
manuali attraverso la creazione e l’implementazione di laboratori basati sul lavoro facilitati
dai gruppi di supporto dei rifugiati.


Il gruppo target di ARIVE saranno rifugiati / titolari di protezione sussidiaria / richiedenti asilo
arrivati in Europa di recente. Il progetto si indirizza principalmente (ma non esclusivamente)
rifugiati con basse capacità. Una considerazione speciale è data alle donne migranti, integrando un approccio di genere nella progettazione e nell’implementazione dei prodotti di progetto. Sebbene i beneficiari dell’azione sono costituiti soltanto da migranti umanitari, i prodotti di progetto saranno applicabili a tutti i tipi di migranti.


La cosiddetta “crisi dei rifugiati” è un fenomeno che coinvolge tutta l’Europa, quindi, ogni azione indirizzata a questo fenomeno dovrebbe essere condotta trans nazionalmente. Inoltre, quando ottengono la protezione, i rifugiati spesso si spostano in altri paesi ed è utile avere strumenti e procedure comuni per la valutazione delle capacità e le metodologie di formazione per i migranti.


L’azione è in linea con le raccomandazioni della comunità internazionale. Nella sua nota “on the
integration of refugees in the European Union” (2007), l’UNHCR dichiara che le comunità ospitanti dovrebbero facilitare lo sviluppo di capacità di lingauggio e professionali nei rifugiati e assisterli nella ricerca di un impiego.

 

Similarmente, di recente l’OCSE (2016) ha richiesto di:
- facilitare l’accesso al mercato del lavoro per i rifugiati;
- registrare e valutare le qualifiche straniere, le esperienze lavorative e le capacità dei migranti
umanitari,
- sviluppare approcci integrati su misura.

E.RI.FO.

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