Cisesk

Cisesk

Certification of Civil Services non formal and informal Skills Transfer

 

CISESK, Certification of Civil Services non formal and informal Skills Transfert, è un progetto di trasferimento dell’innovazione implementato all’interno del programma Leonardo Da Vinci (TOI), finanziato dall’Agenzia Spagnola APRE.

L’obiettivo di ERIFO consiste nello sviluppo di un sistema europeo per la certificazione di capacità CSA acquisite dai giovani durante l’esperienza di Servizio di Volontariato Europeo. Per avere successo, è tuttavia necessario posare le fondamenta per un dialogo tra le diverse istituzioni coinvolte nell’istruzione e nella formazione a livello europeo, così da definire congiuntamente un riconoscimento mutuale e un set di criteri per la certificazione delle capacità.

ERIFO ha gestito le sfide  di questi due anni di progetto insieme ad altri partner italiani, spagnoli, austriaci e bulgari. Per maggiori informazioni, visita il sito web di CISESK.

 

Dov’è nato CISESK?

Il progetto è nato dalla persuasione che le competenze caratterizzino una persona e il valore di un lavoratore. Le modalità di riconoscimento possono permettere l’aumento delle possibilità di occupazione e /o facilitare l’accesso a qualifiche elevate.

Inoltre, il riconoscimento delle competenze acquisite sul lavoro, da un punto di vista unitario, potrebbe ridefinire gli accordi contrattuali, apprezzando il guadagno di competenze derivante sia dall’apprendimento non formale che da percorsi formativi di qualità.

Le esperienze di volontariato, e in Italia anche il Servizio Civile, quali ambienti di apprendimento effettivi (non formali) sembrano risultare, all’interno dei contesti nazionali, non adeguati per gli scopi di sviluppo professionale e ricerca di lavoro.

Fin dal 2004, la nostra associazione si è impegnata nello sperimentare nuove modalità per l’identificazione e la convalida delle competenze derivanti da tali esperienze.

Siamo partiti dall’assunto che tutte le competenze possedute da un individuo devono essere  visibili e estendibili, indipendentemente dal dove o come queste competenze siano state acquisite.

Per molti anni, uno dei focus della nostra attività è stato la rilevazione di competenze emergenti da esperienze di apprendimento non formale e informale. Ci siamo maggiormente focalizzati sugli strumenti idonei a far emergere questa tipologia di apprendimento, poiché la fase di “individuazione”, sebbene non risultante necessariamente in un certificato o in un diploma ufficiale, è la base per un riconoscimento formale.

Di seguito la nostra storia in breve

Nel 2004, abbiamo partecipato attivamente in un progetto pilota, finanziato dal programma Leonardo Da Vinci, guidato da Cenasca – Cisl. Il progetto aveva l’obiettivo di valutare le competenze non formali, acquisite durante le esperienze di Servizio Civile. Alla fine del percorso, nel 2007, grazie a Cisl, che ha adottato i risultati di progetto nel suo sistema di gestione del Servizio Civile, abbiamo iniziato una nuova sperimentazione.

Grazie a questo ulteriore test abbiamo capito che le “competenze” identificate dal modello erano altamente fondate sulle tre maggiori categorie del modello ISFOL: “soft skills”, “trasversali” e “professionali”.

Quindi, nel 2008, abbiamo stimato che il modello era valido e abbiamo spostato la nostra attenzione verso l’identificazione di capacità operative, che già incorporano la conoscenza e le capacità e che diventano più forti durante le esperienze di volontariato. In altre parole, abbiamo calibrato il modello di intervento così che le competenze siano utilizzabili anche nel mondo commerciale in generale, focalizzandoci su cosa un individuo ha imparato a fare durante le esperienze di volontariato o Servizio Civile.

La ri-esaminazione del modello si è basata sul concetto che una competenza è ciò che un individuo ha imparto a fare o a essere (anche e per la maggior parte grazie alle esperienze di volontariato).

Abbiamo provato a rendere il concetto di competenza indipendente dal livello di performance, che potrebbe aver prodotto. La competenza era considerata una risorsa personale e generalmente usabile nel lavoro. La ri-considerazione del modello ha portato, in seguito,  alla realizzazione di un software, prodotto e basato sulle competenze derivanti da quell’esperienza.

Il progetto è concluso, ma il modello finale rappresenta una sperimentazione che potrebbe portare a indagini future.

In fine, la nostra esperienza conferma che l’apprendimento non formale necessita di far emergere un sistema di identificazione e convalida. Questo sistema deve enfatizzare cosa una persona può fare, piuttosto che come ha imparato ciò che conosce.

Ci sembra appropriato focalizzarci su alcune sfide che dovrebbero essere superate, per creare un collegamento reale tra volontariato e mondo del lavoro:

  • Sollecitare tutti gli enti che svolgono attività di volontariato e servizio civile ad usare strumenti condivisi a livello di sistema, adattabili a livello settoriale, per l’identificazione dell’apprendimento non formale e la sua convalida, così che questo apprendimento possa essere usato da enti diversi da quello che lo ha riconosciuto.

  • Promuovere una gestione delle competenze delle risorse umane all’interno delle aziende, aiutandole ad acquisire  la consapevolezza delle capacità emerse da esperienze di volontariato o servizio civile e di come queste possano essere un valore aggiunto per l’organizzazione.

  • Stimolare una sperimentazione su un sistema di formazione integrata, non soltanto basata sull’alternanza scuola – lavoro, ma basata su 3 capisaldi: scuola, lavoro e volontariato.

 

Il successo di un nuovo sistema integrato risiederà sulla capacità delle diverse istituzioni di incontrarsi e parlare un linguaggio comune, permettendo di conseguenza la pratica di un diritto e una valutazione ben bilanciata delle competenze che una persona acquisisce nel corso della sua vita, siano esse un risultato di un percorso di formazione, un’esperienza di volontariato o lavorativa, così da rendere più facile la migrazione dei giovani da un canale all’altro, da un segmento all’altro, da un lavoro all’altro.

 

Ovviamente, in questo contesto, la certificazione delle capacità e il riconoscimento dei crediti rappresentano delle variabili fondamentali per l’intero sistema e, in qualità di strumenti base, che rendono praticabile il passaggio tra diversi canali di formazione e lavoro, garantendo il concetto stesso di integrazione.

E.RI.FO.

  • Via Giuseppe Pianell 8/10

       00159, Roma

 

 

Tel: +39.0669320850

      +39.3292156021

PIC CODE n° 948977773

C.F: 06024731009

  • YouTube Icona sociale
  • Facebook Social Icon